Salve gente e ben ritrovati su Our Scifi. Nonostante molte persone oggi ricorrano esclusivamente a serie tv, film e videogiochi per saziare la propria sete di fantascienza, non bisogna dimenticarsi che la parola stampata è sempre stata il mezzo migliore per veicolare le storie più profonde e appassionanti del panorama Sci-Fi, questo perché il romanzo di fantascienza non deve sottostare a tutti i compromessi che divengono necessari in altri tipi di produzioni. Ecco perché, come richiesto anche da qualcuno di voi, oggi, nell’angolo del libro,  parliamo del romanzo di Charles Logan “Naufragio” titolo originale “Shipwreck”. Io ho questa edizione Mondadori uscita come 681° numero della collana Urania.

Il libro lo si trova anche sotto forma di eBook, ma c’è qualcosa nel formato dei romanzi di Urania che mi tiene legato al passato… il colore della carta, l’odore, l’impaginazione. Ha sicuramente un fattore nostalgia altissimo e dipenderà dal fatto che è con questi libri che è cominciata la mia passione per la fantascienza. Mio padre ne comprò tantissimi in edicola molto prima che io nascessi, e dopo averli lasciati qualche decennio ad ammuffire in cantina, li regalò a me. Urania, infatti è in giro dal 1952 ed è strano, quasi paradossale, che quando penso alla fantascienza penso a qualcosa che pur essendo proiettata nel futuro, viene dal passato.

Perdonatemi questa piccola digressione. Torniamo a parlare di Naufragio: Non vi farò nessuno spoiler, quindi, anche se non lo avete ancora letto, state tranquilli. Questo romanzo è atipico sotto molti punti di vista, ma in senso buono. Le premesse non vi risulteranno troppo aliene, ma il modo in cui verranno poi sviluppate, sono sicuro vi spiazzerà. Vediamo quali sono:

Un devastante incidente distrugge completamente una nave generazionale inviata dalla terra verso il sistema Capella. Uno sparuto gruppo di superstiti riescono ad atterrare sul sesto pianeta, quello candidato ad essere potenzialmente colonizzabile ma muoiono tutti a causa delle radiazioni assorbite durante l’incidente meno uno: Tansis.

E la storia inizia proprio da qui, con il nostro protagonista unico sopravvissuto di una missione centenaria, già perfettamente consapevole sin dai primissimi paragrafi che non vedrà mai più nessun altro essere umano. Che nessuno verrà mai a salvarlo. Che morirà solo su quel pianeta.

Già nei primi capitoli ci accorgiamo di avere fra le mani un romanzo introspettivo, che al contrario di letture più leggere che utilizzano i classici espedienti della fantascienza come robot, alieni e battaglie spaziali, ha un approccio molto più maturo e disilluso, ambientato in un universo che non viene strumentalizzato per l’intrattenimento del pubblico. Il pianeta, infatti, non è ostile; ma possiamo considerarlo “indifferente” alla vita umana. Non è la terra, quindi il protagonista necessita della tecnologia contenuta nella navetta di salvataggio per sopravvivere.

Il lettore sarà immediatamente coinvolto dai tentativi di Tansis per sopravvivere ed esplorare il pianeta, e svilupperà un profondo legame con il personaggio immedesimandovisi, grazie anche alla psicologia del nostro sopravvissuto, curata magistralmente, che ricopre un ruolo fondamentale nello sviluppo del romanzo. L’autore,  Charles Logan, era infatti un infermiere britannico in una clinica psichiatrica, e la sua esperienza professionale traspare dalle descrizioni dei pensieri e dei deliri di un uomo che combatte con la propria psiche, provata da un’esistenza non sostenibile da un essere umano. Logan scrisse questo romanzo nel 1975 e, altra cosa peculiare, fu l’unica opera che scrisse nella sua vita. Il romanzo vinse anche il premio per il miglior romanzo inglese di fantascienza del Sunday Times, e non è difficile capire perché:

Quando parliamo di fantascienza, parliamo di esplorazione. L’esplorazione di pianeti alieni, anomalie spaziali, futuri distopici o invenzioni sconcertanti sono solo un pretesto: la vera esplorazione della fantascienza che si possa davvero definire tale è quella della psiche umana. Come uno scienziato pone una cavia in un labirinto per studiarne il comportamento, la fantascienza pone gli uomini in situazioni estreme, per scoprire le motivazioni, l’etica, le paure e le ambizioni della società. Questo romanzo espleta egregiamente questo compito, affiancando l’esplorazione di un pianeta alieno con un ecosistema strano e complesso all’analisi della mente travagliata del personaggio.

I messaggi e la visione dell’autore sono chiari e vengono trasmessi in maniera forte e decisa dal romanzo, che riesce, nonostante la serietà dei temi trattati, ad essere anche molto avvincente: come lettori seguirete con apprensione la vita di Tansis su Capella sesto, gioendo per le sue conquiste ma con la consapevolezza che anche un piccolo incidente può significare la fine. Nonostante la situazione disperata, la determinatezza di Tansis, testimonianza dell’indomito spirito umano, vi terrà aggrappati alla speranza di un’improbabile salvataggio o la scoperta da parte di Tansis di una via d’uscita da quel mondo senza cielo.

Ho sempre cercato altre opere di fantascienza che esplorassero la solitudine e la certezza di non incontrare altri esseri senzienti, ma sono sempre rimasto deluso: avevo sperato in “Io sono Leggenda” ma dopo neanche metà del film c’era di nuovo altra gente. The Martian poteva essere un buon candidato, ma anche quello è stato deludente. La storia raccontata in “Naufragio” non la vedrete mai sul grande schermo o in tv, semplicemente perché si rivolge ad un pubblico troppo ristretto e l’adattamento sarebbe estremamente arduo.

Ora quello che sto per dire non è uno spoiler, ma se ci state a pensare troppo a un certo punto del romanzo potrebbe diventare un mezzo spoiler, quindi se siete estremamente suscettibili alle pulci nell’orecchio, saltate al punto del video che c’è qui in sovraimpressione…

Ok, Il finale potrebbe essere stato come una secchiata d’acqua gelata per qualcuno, e ci vuole un po’ di tempo per metabolizzarlo, ma in sua difesa posso dire che è essenziale alla trasmissione del messaggio intrinseco in tutto il romanzo e qualsiasi altro finale avrebbe distrutto la serietà e l’importanza del percorso del personaggio, anche se all’inizio potrà sembrarvi il contrario.

Bentornati amici anti spoiler! Per concludere, Naufragio di Charles Logan è super consigliato. Ecco una piccola curiosità: Capella è un sistema reale e si trova a 43 anni luce dal sole. È composto da quattro stelle (due coppie di binarie) e ad oggi non sono stati individuati esopianeti intorno a quelle stelle. Capella è un nome che troverete spesso nella fantascienza classica, probabilmente a causa del fatto che a occhio nudo è la terza stella più brillante visibile dall’emisfero Nord.

Se avete letto il libro o se pensate di leggerlo, fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate. Ricordate di iscrivervi al canale con la campanellaccia per rimanere sempre aggiornati sulla fantascienza vecchia e ammuffita. Un saluto da Dario, ci vediamo al prossimo video.

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