Tribes of Europa: Recensione della serie post-apocalittica Sci-fi di Netflix

Sapete bene che le mie condizioni per poter apprezzare un prodotto di fantascienza prevedono che questo faccia tre cose: presenti dei personaggi credibili e ben caratterizzati, faccia sorgere riflessioni su concetti scientifici o esistenziali e, in ultimo, proponga allegorie o metafore che possano aiutarci a guardare da un altro punto di vista eventi o situazioni del mondo reale. Meglio se eventi o situazioni che stiamo vivendo nel momento in cui fruiamo il prodotto di fantascienza.

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Another Life: Recensione

Tutti i personaggi sono semplicemente odiosi. È come se avessero scritto tutte le parti con in mente una sedicenne viziata di famiglia ricca che fa bullismo sui meno fighi della scuola e poi avessero affidato il casting ad un'agenzia di hostess, modelle e promoter per fiere ed eventi.

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Stranger Things: Recensione

La regia è spettacolare. E il fatto che sia ispirata a quella di grandi registi come Spielberg e Carpenter, appunto, non sminuisce affatto il lavoro dei registi della serie, che hanno saputo ricreare lo stile e la grammatica di quei capolavori realizzando un prodotto che funziona proprio come dovrebbe. Sicuramente il mio giudizio è anche influenzato dal fatto che i riferimenti e le citazioni, consciamente o inconsciamente, li ho colti, ma credo che anche qualcuno che non abbia mai visto i film ai quali la serie si ispira dal punto di vista tecnico e narrativo, possa apprezzare la storia interessante e ben raccontata.

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Lost in Space (Netflix)

In questa prima puntata si è scelto di raccontare la storia usando la tecnica del montaggio parallelo, ossia la storia del naufragio della jupiter 2 su un pianeta sconosciuto si alterna a scene della famiglia Robinson sulla vecchia terra che ci forniscono informazioni sui motivi che hanno portato l'umanità a tentare questa difficile impresa e sul background dei membri della famiglia Robinson. Non è malaccio, ma in Altered Carbon la stessa tecnica è stata usata molto meglio.

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Stargate SG1: Recensione

La storia di SG1 comincia un anno dopo gli eventi narrati nel film Stargate, con una incursione da parte di alcuni soldati Jaffa attraverso lo stargate conservato nella base militare sotto il monte Cheyenne. Il colonnello O'Neill (interpretato da Kurt Russel nel film e qui da Richard Dean Anderson) viene richiamato in servizio data la sue esperienza con questa faccenda dello stargate. All'inizio si pensa che l'attacco sia partito dal pianeta Abydos, che nel film era l'unica destinazione nota dello Stargate. Come ricorderete, il dottor Daniel Jackson era rimasto su Abydos dopo aver ucciso Ra e liberato la popolazione, quindi O'Neill decide di provare a contattarlo piuttosto che mandare la solita bomba nucleare per distruggere lo stargate di Abydos (che avrebbe dovuto essere già distrutto secondo il rapporto di O'Neill, che si trova a dover spiegare un po' di cose).

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Altered Carbon: recensione

. Per quanto mi riguarda, la trama è perfettamente coerente. Ammetto che a tratti il protagonista, Kovach è un po' stereotipato, incarnando il classico investigatore noir, cionondimeno è caratterizzato sufficientemente ed il suo passato ci viene svelato progressivamente nel corso di tutta la serie, aggiungendo elementi importanti nel momento in cui diventano necessari per giustificare le azioni che compie.

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Ascension: recensione

Questa miniserie è divisa in tre capitoli da due puntate ciascuno. Alla fine di ogni capitolo c'è un mega plot twist con annesso cliffhanger che ti spiazza. Dopo esserci abituati all'idea di una nave generazionale lanciata negli anni 60 ed aver quindi operato una sospensione dell'incredulità circa il fatto che negli anni 60 non avevamo assolutamente i mezzi per fare una cosa del genere, ci si aspettava quindi di trovarsi in una storia alternativa. Invece poi scopriamo che la nave si trova sulla terra, e le persone al suo interno che credono di stare viaggiando verso proxima, sono vittime di un esperimento governativo segreto che va avanti da 50 anni. L'omicidio è stato quindi commesso perché la ragazza aveva scoperto la verità, o qualcosa del genere.

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The Orville: la prima puntata

La prima cosa che salta agli occhi guardando The Orville, è la brillante interpretazione di McFarlane, che ha una sua comicità caratteristica che a me personalmente piace tantissimo. Poi ci sono riferimenti a star trek profondi e non banali e stupidi come può esserlo un pribolo sul tavolo del capitano o un personaggio che si chiama Harry Mudd che però non ha una mazza a che fare col suo omonimo classico.

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