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Una nuova serie Netflix arriva ad allietare le nostre serate solitarie! Si tratta del remake del 2018 della veneranda Lost in Space, per la prima volta in onda nel 1965 sulla CBS, poi adattata per il grande schermo nel 1998; quello fu, tra l’altro, uno dei film che diede il via alla commercializzazione della fantascienza con la formula più effetti speciali e meno contenuti. In effetti, non mi sarei mai aspettato di dire che questo film è meglio di qualche altra versione di lost in space… ma c’è sempre una prima volta.

Ho visto la prima puntata ed ecco qui le mie impressioni: ritroviamo la nostra cara famiglia robinson, composta da John, Maureen, Will, Penny e… Judy. E a questo punto sono quasi sicuro che sia stata adottata.

Già qui possiamo fare una importante considerazione sulla seria: come mai non c’è neanche una persona di etnia asiatica nella famiglia? Neanche un Italo-americano? Ad esempio, il robot avrebbe benissimo potuto essere italo-americano! Ve lo immaginate mentre fa: “hey Johnny! Allora come sta Will? È ancora impegnato con quella roba scientifica che gli piace tanto?” sarebbe stato fichissimo!

Ora, parlando un po’ più seriamente: a me non piace quando, da spettatore, riesco a percepire delle motivazioni che non hanno nulla a che fare con la trama. È ovvio che ad un certo punto della produzione della serie si è presentata la necessità di avere almeno un protagonista diciamo “di etnia diversa dalla caucasica”, ma per ragioni non legate allo sviluppo artistico del prodotto. Chiaramente, qui non si mette in dubbio la professionalità e la bravura dell’attore o attrice in questione, ma le scelte fatte a livello di casting si sente quando sono forzate. Non credo di aver mai sentito nessuno lamentarsi per il casting di Morgan Freeman o Denzel Washington o Samuel L. Jackson, che non hanno certo interpretato ruoli stereotipati per la loro etnia o altro. In quei casi si trattava di scelte di casting operate seguendo genuinamente la parte artistica e meritocratica della faccenda.

Nel caso di questa serie, il fatto che una delle figlie di una coppia apparentemente caucasica sia di etnia diversa, andrebbe sviluppato meglio nella trama, per fare in modo che abbia un senso oltre alla regola non scritta “tutte le serie devono avere almeno un protagonista non caucasico”. Il fatto, poi, che si tratta di un remake e quindi i personaggi e le situazioni hanno già un riferimento, la scelta di cambiare l’etnia o il sesso di un personaggio senza una motivazione ben integrata con la trama, può essere interpretato come un gesto provocatorio, mirato a polarizzare l’audience e far quindi parlare di sé. Verso la fine della puntata si nota, infatti, che l’iconico Dottor Smith è ora la Dottoressa Smith. Personalmente non avrei nulla in contrario se la cosa derivasse da una genuina necessità artistica, ma non riesco ad evitare di vederci una volontà politica. Pensateci un attimo: non è raro che un personaggio passi da maschile a femminile, è successo anche a Thor o al tenente Kara Thrace di Battlestar Galactica, ma quante volte avete visto un personaggio tradizionalmente femminile venire interpretato da un uomo? Passiamo ad altro.

In questa prima puntata si è scelto di raccontare la storia usando la tecnica del montaggio parallelo, ossia la storia del naufragio della jupiter 2 su un pianeta sconosciuto si alterna a scene della famiglia Robinson sulla vecchia terra che ci forniscono informazioni sui motivi che hanno portato l’umanità a tentare questa difficile impresa e sul background dei membri della famiglia Robinson. Non è malaccio, ma in Altered Carbon la stessa tecnica è stata usata molto meglio.

In effetti solo alla fine della puntata ci viene svelato il contesto che ha portato all’incidente. All’inizio vediamo solo i nostri protagonisti che precipitano su un pianeta simile alla terra e il fatto che a quanto ho capito sia stato un incidente e in realtà non erano diretti la già mi fa esclamare: che culo!. Infatti a differenza del film, la Jupiter non dispone di alcun motore FTL, ma è invece una specie di capsula utilizzata per atterrare sui pianeti e lanciata da quella che sembra una nave generazionale per la colonizzazione. Non viene mai mostrato o specificato se l’uomo sia in grado di viaggiare più veloce della luce, ma al momento dell’incidente, la nave colonia sembra procedere nello spazio normale e solo quando esplode viene tutto scaraventato in una specie di wormhole che non si capisce bene da cosa sia stato generato. Il fatto che i Robinson hanno la stessa età di quella che avevano mentre si trovavano ancora sulla terra mi fa pensare che non fossero arrivati troppo lontano prima dell’incidente.

Torniamo a noi. Atterrano su una catena montuosa dove la temperatura è glaciale. Maureen ha una gamba ferita perché schiacciata da una cassa durante l’atterraggio. La nave si è inabissata in un lago formato dal calore del metallo surriscaldato della nave che ha sciolto il ghiaccio. Per sopravvivere al freddo, è necessario recuperare delle batterie per le tute dal magazzino che si trova all’interno della nave, ma l’unico abbastanza minuto da entrare nel portello che si trova più vicino alla superficie è il piccolo Will, che però ha paura. Il padre, John, stabilisce che è troppo pericoloso mandare qualcuno che non sia Will a recuperare queste batterie attraverso un altro ingresso, poiché l’acqua potrebbe ricongelarsi da un momento all’altro.

Non potendo sopportare l’idea di farsi scappare l’occasione di mettersi in pericolo e quindi in mostra, Judy decide di ignorare gli ordini del padre e si butta in acqua a tradimento senza che nessuno possa aggiungere altro. Come previsto dal padre, Judy ci mette troppo tempo e viene quindi inglobata nel ghiaccio che su questo pianeta, stranamente, si forma dal basso verso l’altro e con una velocità esagerata. Chi ha bisogno delle leggi della termodinamica?

Sicuramente gli autori avranno visto i trucchetti delle bottigliette d’acqua che si congelano in pochi secondi su youtube e avranno pensato di poter utilizzare questo fenomeno come espediente per creare questa situazione di pericolo molto (passatemi il termine) “cool”. Purtroppo quel tipo di congelamento avviene quando l’acqua si trova già ad una temperatura molto inferiore agli 0°C, ma è così pura da non consentire la formazione di punti di aggregazione per la cristallizzazione. Nel nostro caso, invece, l’acqua non può essere già sotto lo zero dato che è appena stata formata riscaldando il ghiaccio, e dato che ci sono cadute varie cose dentro fra cui astronavi e persone, dubito che sia pura come l’acqua minerale. Data la capacità termica di quella massa d’acqua, anche ammettendo che la temperatura sia di -50°C (e se fosse così gli si dovrebbe congelare almeno la faccia, che tengono scoperta) ci vorrebbero parecchie ore, forse anche una giornata intera perché si ricongeli fino in fondo. Di certo, invece, si formerebbe uno strato di ghiaccio in superficie, dapprima sottile e poi sempre più spesso.

Lasciando perdere il lato scientifico, Judy ha fatto di testa sua e ha, in teoria, condannato a morte tutti gli altri. Dato che ora non solo non hanno più accesso alle batterie, ma devono anche utilizzare le poche risorse che hanno per tentare di salvare lei. Vi ricorda qualcuno?

Comunque, impossibile tirarla fuori scavando nel ghiaccio, quindi will ha la solita intuizione geniale che è però molto stupida. Vede un bagliore bianco (e la madre gli aveva fatto anche un quiz a riguardo, giusto per rendere la cosa più cretina) e stabilisce che si tratta di magnesio che brucia (un filone che avevano portato alla luce schiantandosi). Dice quindi al padre che potrebbero usare il magnesio per sciogliere il ghiaccio. Primo: è davvero difficile che una persona esperta in geologia, come dovrebbe essere Will, possa pensare ad un giacimento di magnesio vedendo un bagliore bianco su una montagna, dato che il magnesio in natura non si trova mica puro, ma si estrae a partire da minerali, che non bruciano. Ok che siamo su un pianeta alieno, ma sarebbe comunque stranissimo trovare un filone di magnesio puro che data la sua instabilità non si sia già ossidato.

Poi dicono che il ghiaccio fa bruciare meglio il magnesio, e questo è di nuovo inesatto, ma non voglio entrare troppo nei dettagli. Decidono quindi di andare avanti con questo piano. Il magnesio è lontano chilometri, che si fanno a piedi, senza attrezzatura, sulle creste di montagne di un pianeta alieno. Arrivati li, John comincia a raccogliere un po’ di magnesio con un coltellino. Il magnesio sembra avere la consistenza della nutella messa nel frigo. John decide che una tazza di magnesio dovrebbe bastare.

Intanto Will cade in un insidioso crepaccio completamente a caso. Per fortuna la caverna era stata costruita su un antico acqua park indiano, quindi Will si gode la discesa fino a valle e si ritrova in una lussureggiante foresta che mi ricorda vagamente Pandora di Avatar. Lì trova un’astronave aliena schiantata, che poi scopriremo avere qualcosa a che fare con l’incidente della nave colonia, e il suo occupante che sostituisce, in questa versione di Lost in Space, il famoso Robot che dice “pericolo Will Robinson”. Questo twist ci può stare. L’alieno sembra comunque essere una forma di vita robotica o cibernetica, ed è interessante come questo personaggio possa venire sviluppato nella serie.

Dopo la classica prima fase di diffidenza, will capisce che anche l’alieno è un esploratore e che non vuole fargli del male. Il problema è che l’alieno sta morendo dato che la parte inferiore del suo corpo si è separata da lui nell’incidente ed quella superiore è finita sopra l’albero sul quale si era rifugiato Will, in fuga dalle gambe dell’alieno. Dato che si scatena un incendio a causa dei resti incandescenti della nave aliena (e anche qui, l’incendio scoppia all’improvviso in una foresta che sembra essere umida dato che piena di funghi, quando la nave si era già schiantata da ore) Will decide di aiutare l’alieno. Per far questo taglia il ramo che reggeva l’alieno utilizzando una sega a filo manuale. Non so se avete mai usato uno di quegli arnesi, ma ci vuole una forza della madonna. Considerando che lui ha tipo 10 anni e si trova pure in una posizione scomodissima dove deve tipo abbracciare il ramo che è anche bello grosso, mi sembra davvero ridicolo che possa compiere una tale impresa. Io non ce l’avrei fatta se non in un’ora di lavoro.

Ma lui ci riesce, quindi l’alieno si ricompone e lo salva. Intanto John è tornato sul luogo dello schianto e usa il magnesio per cercare di liberare Judy. Il bello è che comunque riesce a fare solo un buco piccolissimo nel ghiaccio e quindi a liberare a malapena la mano di Judy, quindi era un’idea cretina dall’inizio, ma i personaggi si comportano come se stesse funzionando.

Poi alla fine ci si mette pure la sfortuna, perché comincia a piovere e il buco si riempie di nuovo d’acqua che si ricongela. Mi volete spiegare come caspita è possibile che in un ambiente dove l’acqua si congela all’istante PIOVA invece di nevicare o grandinare? E non mi frega un accidente che siamo su un pianeta alieno, sta storia non sta in piedi.

Alla fine arriva Will con il suo nuovo amico alieno robot che risolve in un batterd’occhio la situazione scongelando il ghiaccio con i suoi poteri da fornetto elettrico. In fine scopriamo cosa è successo prima dell’incidente sulla nave colonia, e para che la causa sia stata proprio il nostro alieno che in un attacco di furia assassina ha massacrato molti dei coloni e distrutto la nave. Immagino che sia un povero incompreso o un gemello malvagio o qualcun’altra di queste solite boiate.

In conclusione, mi sa che ci troviamo di fronte all’ennesima serie destinata ai poco esigenti. Il livello è molto vicino a quello di Discovery. Ricordo a tutti che questo giudizio si basa unicamente sulla prima puntata, e, nonostante possa essere avventato, il buongiorno si vede dal mattino. Sappiate, infine, che la condivisione aiuta il canale a crescere! Come al solito vi aspetto nei commenti; se c’è qualcuno che ha visto le altre puntate, fatemi sapere de vale la pena continuare o se mi conviene dedicare il mio prezioso tempo a qualcos’altro. Ciao e al prossimo video!

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