Salve gente e ben ritrovati su Our SciFi. Avrete sicuramente notato come da un po’ di tempo a questa parte Africa dei Toto sia ovunque. Anche il film di recente uscita Deadpool 2 (che stile robocop è stato meglio del primo) fa sfoggio di brani come “Take On Me” degli a-ha e “9 to 5” di Dolly Parton insieme ad altri pezzi super anni 80. Questo cosa ci suggerisce oltre al fatto che la musica pop di oggi fa schifo?
Magari che alcuni esponenti della mia generazione, quella che ricorda con nostalgia gli anni 80, stanno cominciando ad assumere posizioni rilevanti e con maggiori poteri decisionali all’interno dell’industria dell’intrattenimento. Questo trend del ritorno ai classici possiamo considerarlo sdoganato dopo l’uscita del film marvel “I guardiani della galassia” che poneva una compilation (e una colonna sonora) composta di classici anni 70 in una posizione rilevante all’interno del film.
Fortunatamente ci si è spinti anche oltre con Stranger Things, una serie Sci-Fi/Horror Netflix che strizza l’occhio a tutti i nostalgici della fantascienza anni 80, con un prodotto fortemente ispirato ai film classici di quel periodo che non risparmia di citare e omaggiare le scene cult di film come “La Cosa”, “E.T.”, “I Goonies”, “Alien” e altri. In particolare ho gradito tutti i riferimenti al capolavoro “La Cosa” di John Carpenter, che saranno una presenza quasi costante durante tutta la serie, tra l’altro ambientata un anno dopo l’uscita del film, ossia nel 1983. Già la sigla iniziale presenta dei richiami alle indimenticabili colonne sonore di Ennio Morricone, Il poster del film è appeso in bella vista nella stanza dove i ragazzi giocano a Dungeons And Dragons, in un’altra scena vediamo l’insegnante che guarda il film in TV e quando ad una cera cosa viene dato fuoco, se ascoltate bene sentirete che alcuni effetti sonori usati sono proprio quelli del film di Carpenter. Questa, signori, è classe.
La regia è spettacolare. E il fatto che sia ispirata a quella di grandi registi come Spielberg e Carpenter, appunto, non sminuisce affatto il lavoro dei registi della serie, che hanno saputo ricreare lo stile e la grammatica di quei capolavori realizzando un prodotto che funziona proprio come dovrebbe. Sicuramente il mio giudizio è anche influenzato dal fatto che i riferimenti e le citazioni, consciamente o inconsciamente, li ho colti, ma credo che anche qualcuno che non abbia mai visto i film ai quali la serie si ispira dal punto di vista tecnico e narrativo, possa apprezzare la storia interessante e ben raccontata.
Ritengo che uno dei motivi che hanno portato alla buona riuscita della serie sia il fatto che Matt e Ross Duffer, che hanno ideato la serie, ne siano stati anche showrunner e registi. È chiaro che meno persone comandano più verrà rispettata la visione di chi al prodotto ci tiene.
Infatti le uniche cose su cui ho qualcosa da ridire sono fuori dal controllo dei Duffer Brothers. Il doppiaggio italiano presenta alcuni errori e leggerezze che fanno perdere un po’ del mood della serie: un esempio fra tanti, durante una battuta di ricerca della polizia nel bosco, allo sceriffo Hopper viene chiesto se avesse trovato qualcosa, e nella versione italiana questi dice “solo un cellulare scarico”. Essendo la serie ambientata nel 1983 è chiaro che la traduzione è sbagliata. In lingua originale infatti “dead phone” si riferiva al telefono fisso guasto che hopper aveva constatato a casa della madre di Will.
Inoltre i doppiatori scelti per Hopper interpretato da David Harbour e Joyce Byers interpretata da Winona Ryder, non mi hanno convinto troppo. Sia per il tipo di voce rispetto al personaggio sia per l’interpretazione. Altri doppiatori di personaggi secondari hanno invece fatto un ottimo lavoro.
La serie presenta un buon bilanciamento fra Horror e Sci-fi, con una storia ben articolata che rimane credibile nonostante esplori iperboli scientifiche che necessitano della sospensione dell’incredulità. Questa tuttavia rimane limitata all’accettazione di poche premesse straordinarie e non deve essere fastidiosamente rimessa in ballo per giustificare buchi di trama et simili.
Questa recensione si basa solo sulla prima stagione. Devo ancora vedere la seconda, ma sono fiducioso che i fratelli Duffer mantengano i loro standard di qualità. Quindi ve la consiglio. Per stasera è tutto. Ricordate di attivare le notifiche del canale cliccando sulla campanella, esprimete la vostra opinione circa questo video utilizzando gli appositi pollici in su e in giù e fatemi sapere nei commenti se anche secondo voi gli anni 80 spaccano di brutto. Ciao ragazzi!
