Salve gente e ben ritrovati su OurSciFi. Di recente ho dato un’occhiata alla miniserie Ascension, che potete trovare su Netflix. Si tratta di una serie SciFi dalle premesse estremamente interessanti. Abbiamo infatti una nave generazionale diretta verso proxima centauri lanciata dall’amministrazione Kennedy in un tentativo di salvare l’umanità dall’estinzione tanto paventata durante la guerra fredda. Dopo cinquant’anni di viaggio, una ragazza viene uccisa e le centinaia di persone a bordo, che hanno vissuto isolate dal resto dell’umanità per mezzo secolo, devono fare i conti con questo mistero, che implica la presenza di un assassino a bordo.

Questa ambientazione, basterebbe da sola a garantire una serie avvincente. Abbiamo infatti una società umana che si è sviluppata a partire  dalla cultura americana degli anni 60, isolata, che si è quindi evoluta in 50 anni senza venir influenzata dagli eventi accaduti sulla terra e che per di più ha dovuto far fronte ai problemi di un viaggio spaziale interstellare, come lo spazio limitato, i pericoli e gli sforzi e i sacrifici richiesti a ciascun individuo per la sopravvivenza della comunità. Ma non è mica finita qui!

Da qui in poi, super allarme spoiler. Guardate la serie prima del video, tanto sono solo sei ore in totale.

Questa miniserie è divisa in tre capitoli da due puntate ciascuno. Alla fine di ogni capitolo c’è un mega plot twist con annesso cliffhanger che ti spiazza. Dopo esserci abituati all’idea di una nave generazionale lanciata negli anni 60 ed aver quindi operato una sospensione dell’incredulità circa il fatto che negli anni 60 non avevamo assolutamente i mezzi per fare una cosa del genere, ci si aspettava quindi di trovarsi in una storia alternativa. Invece poi scopriamo che la nave si trova sulla terra, e le persone al suo interno che credono di stare viaggiando verso proxima, sono vittime di un esperimento governativo segreto che va avanti da 50 anni. L’omicidio è stato quindi commesso perché la ragazza aveva scoperto la verità, o qualcosa del genere.

All’inizio viene spiegato che si tratta di un esperimento sociologico per valutare la reale possibilità di lanciare una missione del genere, ma poi arriva il secondo plot twist. Una bambina a bordo della nave sta sviluppando poteri psichici potentissimi. Diventa allora chiaro che è quello il vero scopo dell’esperimento, anche se non è ben chiaro cosa causi l’insorgenza di questi poteri e quale sia la loro natura.

Intanto una marea di intrighi politivi si svolgono simultaneamente ma in modo diverso sia sulla nave che all’esterno, con il supervisore del progetto che rischia di essere fatto fuori dai suoi capi ma riesce a rimanere in sella. Questo ci porta al terzo plot twist: durante un’operazione mirata a rapire la bambina dalla nave, questa usa i suoi poteri sull’uomo mandato a rapirla e sul comandante della nave che la stava difendendo. Ebbene, quest’ultimo viene teletrasportato su quello che appare un pianeta alieno. È stato a questo punto che ho cominciato a sentire puzza di Lost.

Ma, non sapremo mai se i miei timori sono fondati, perché la serie finisce qui, e i produttori hanno già espresso la volontà di non continuare con una serie vera e propria. È stato il più grande coito interruptus da quella volta che ho letto La guerra contro gli Chtorr, ma forse è un bene, considerando quello che sono riusciti a fare in sei episodi, non ci sarebbe voluto molto per farla andare in vacca.

Tecnicamente è abbastanza ben realizzata, i personaggi hanno un’ottima caratterizzazione e la scrittura riesce ad interessare senza mai annoiare troppo, anche se a volte risulta un po’ banale.

Quindi, in ultima analisi, una miniserie che merita di essere guardata nonostante l’assenza di conclusione. Voi che ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti.

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