Salve gente e ben ritrovati su Our Scifi! —— allora, finalmente ho trovato un film veramente bello su Netflix:…….. Si tratta di Pappa e Ciccia, brillante commedia italiana del 1983 diretta dal grandissimo Neri parenti dove c’è Lino Banfi nella parte di Nicola Calore che… ah ma noi dovevamo parlare del “Il Buco”… ok.
Il Buco è un thriller fantascientifico di produzione spagnola che ha riscosso un grandissimo successo soprattutto su Netflix. Il protagonista, Goreng, si risveglia assieme al suo compagno di cella in una distopica prigione verticale nota come “la fossa”.
Le principali caratteristiche di questa prigione sono le seguenti: al centro delle celle c’è un’apertura rettangolare dalla quale passa una piattaforma carica di cibo che si muove grazie a… Non so, una qualche forza antigravitazionale, o un campo magnetico o chissà che altro, ma questo non è importante ai fini della trama.
La cosa importante è che questa piattaforma porta il cibo dall’alto verso il basso ed i detenuti hanno a disposizione solo il breve lasso di tempo in cui la piattaforma si ferma al piano per ingozzarsi di cibo, dopodiché la piattaforma continua la sua discesa e va a nutrire le persone più in basso. La quantità di cibo, per quanto luculliana, è limitata, quindi va da se che gli occupanti delle celle più in basso rimarranno a bocca asciutta, perché ci sono tanti livelli, e dovranno quindi ricorrere al cannibalismo per non crepare di fame.
Doverosa precisazione: i prigionieri non possono conservare il cibo dato che la presenza nella cella di qualsiasi pietanza dopo che la piattaforma ha lasciato il piano comporterà l’innalzamento o l’abbassamento della temperatura a livelli letali.
Le persone vengono disposte a coppie in un livello casuale ogni mese. Le coppie rimangono fisse a meno che uno dei due muoia o venga rilasciato immagino?
A parte questo pare che non ci siano altre regole; né guardie né altri sistemi di sicurezza. Da quello che vediamo i detenuti possono stuprare, o trucidare i propri compagni senza soffrire alcuna conseguenza. Il che vanifica ogni aspetto riabilitativo o terapeutico che avrebbe potuto avere questa struttura.
Ma anche se come concetto è super cretino, non dobbiamo preoccuparci di questo, perché si capisce subito che il film è una palese allegoria sulla gestione delle risorse nell’economia mondiale o più nello specifico una critica su una cosa particolare che però vi dirò dopo se avrete la pazienza di guardare tutto il video. Per ora diciamo che ci sono diversi livelli di interpretazione e anche diversi modi di interpretare. Il livello più carente è il più superficiale, e, diciamo, sarebbe stato anche più carino se la trama fosse stata verosimile pur mantenendo l’allegoria, ma a parte queste pecche, il film ha anche dei meriti, quindi diamo a cesare quel che è di cesare ma comunque le critiche alla trama le farò.
Vi farò spoiler durante questa recensione? Si, ma vi dico subito che la parte importante di questo film non è la trama, quindi anche se non lo avete ancora visto, non mi preoccuperei troppo di sapere come va a finire.
Come dicevo prima, il nostro Goreng si sveglia nella cella con un signore anziano ed abbastanza inquietante di nome Trimagasi, che scopriamo essere stato rinchiuso nella fossa per aver ucciso colposamente un immigrato clandestino gettando il suo televisore dalla finestra dopo essersi risentito per una pubblicità che cercava di vendergli un coltello che si affila da solo avendo lui precedentemente acquistato un prodigioso affilacoltelli visto anch’esso in una pubblicità. Quindi, omicidio colposo attenuato da una palese infermità mentale.
A questo tizio, quindi, viene prospettata la scelta fra essere rinchiuso in un ospedale psichiatrico oppure farsi un anno nella fossa, un luogo dove ucciderà e mangerà i suoi compagni di cella per sopravvivere. Due opzioni non proprio equivalenti come outcome per la società.
A livello allegorico, invece, Trimagasi rappresenta la classe media ed in particolare quella politicamente schierata più verso destra, ovvero conservatori e sovranisti. Infatti continua a sostenere che il livello in cui sono adesso, il 48, un livello intermedio, è un buon livello; dopo aver mangiato gli avanzi di quelli di sopra sputa sul cibo che lascia a quelli di sotto e si giustifica dicendo che tanto anche quelli di sopra di sicuro lo fanno sempre.
Poi, quando Goreng suggerisce che sarebbe meglio razionare il cibo, Trimagasi gli da del comunista, con disprezzo, ma da quello che sappiamo della sua storia, è stato il capitalismo a farlo uscire di testa, quando è stato turlupinato dalla pubblicità dell’affilacoltelli. Quindi è un personaggio frustrato, incoerente, che giustifica le sue azioni attribuendo la colpa al sistema e che invece di fare qualcosa per cambiarlo si accontenta della rivalsa che può ottenere su quelli che stanno sotto di lui.
Ora parliamo di Goreng. Lui si è fatto rinchiudere nella fossa per sei mesi e lo ha fatto volontariamente. Vediamo che ha anche fatto un esame per essere ammesso. Le ragioni per le quali ha tentato questa impresa sono un po’… hmmm diciamo deboli a livello di trama. Insomma, sarebbero smettere di fumare e finire di leggere un libro. Ah e poi gli danno anche un attestato di partecipazione alla fine del periodo.
Non ci è dato sapere in che tipo di società distopica ci troviamo, ma possiamo dedurre di essere in un futuro abbastanza lontano, data la tecnologia della piattaforma e della fossa in genere e che questa civiltà abbia riscoperto di brutto l’architettura brutalista della seconda metà del 900. A cosa serva l’attestato non si sa, ma dovrebbe essere una figata spaziale averlo per giustificare una permanenza di sei mesi in quell’accidenti di inferno.
Poi non si capisce bene quanto Goreng effettivamente sappia di quello che lo aspetta. Pare che durante l’esame venga informato di alcune cose, tipo “lo sa che una volta dentro non potrà più uscire fino alla scadenza del periodo concordato?” oppure, “sa che non potrà fumare?”
Però si sono dimenticati di dirgli “sa che morirà quasi certamente e potrebbe essere costretto a mangiare carne umana o essere mangiato vivo?”. Questa è una parte apparentemente debole della trama. È difficile pensare che Goreng abbia preso la decisione di rinchiudersi in un posto del genere completamente a scatola chiusa. Era proprio necessario che le persone ci andassero volontariamente ai fini dell’allegoria? In realtà si, ma solo ad un livello di interpretazione diverso che ha a che fare con quella critica specifica che vi svelerò più in là. Ma per il momento pensiamo solo alla credibilità della trama:
anche volendo pensare che gli abbiano mentito, omettendo scientemente i particolari più terrificanti, non dovrebbe essere possibile parlare con qualcuno che è sopravvissuto alla fossa per sapere com’è stato? Tipo leggere le recensioni su Yelp? E se nessuno sopravvive alla fossa, non dovrebbe Goreng farsi due riflessioni su questo inquietante particolare? Il film manca di dare una spiegazione di ciò a livello di trama.
Da quel punto di vista, la situazione è stata gestita meglio nel film “il Cubo” del 1997 diretto da Vincenzo Natali, in cui un gruppo di persone molto diverse fra loro si risveglia in una misteriosa struttura composta da numerose stanze cubiche alcune dotate di trappole mortali. È quindi richiesta la collaborazione del gruppo per poter raggiungere l’uscita. Ci sono molte similitudini fra i due film.
Ne “il cubo” l’allegoria c’è, infatti si scopre che all’interno del gruppo c’è una persona che ha collaborato alla costruzione di questo cubo ma il progetto su cui ha lavorato riguardava solo una parte della struttura e non sapeva cosa effettivamente stava aiutando a costruire. Poi si fa riferimento ad un “loro” che ne “il buco” è l’amministrazione e ne “il cubo” è il governo e in entrambi i film la situazione viene vista come un esperimento sociale. Magari ne “il cubo” l’allegoria non è così importante come ne “il buco” ma in compenso la trama è più solida.
L’ideale sarebbe quindi unire il due film per avere il meglio di entrambi in un unico prodotto chiamato “il buco del cubo”…………………………………..
Giusto per dovizia di particolari, c’è anche un sequel ed un prequel del Cubo, ossia rispettivamente Hypercube e Cube Zero, ma facevano entrambi abbastanza schifo.
Non ci perdiamo in chiacchiere e torniamo al buco: abbiamo visto cosa rappresenta Trimagasi, ma vediamo cosa rappresenta Goreng.
Un’altra regola della fossa è che ogni prigioniero può scegliere un oggetto qualsiasi da portare con se. Mentre Trimagasi ha saggiamente scelto il suo coltello samurai plus e altri hanno scelto, a detta di Trimagasi, pistole, balestre, mazze da baseball eccetera, Goreng ha scelto di portarsi il libro che voleva leggere, ossia il Don Chisciotte della Mancia.
Non può essere un caso la scelta di questo romanzo. Conosciamo tutti il personaggio di Don Chisciotte, ossia un uomo che si ostina a fare l’eroe in un’epoca in cui non ha più senso compiere atti eroici. Tale è la frustrazione di questo cavaliere errante, ch’egli comincia a vedere epiche avventure anche dove non ci sono che mulini a vento. È inevitabile quindi fare un parallelismo con l’impresa in cui si imbarcherà Goreng, ossia quella di provare a sconfiggere il sistema e fare in modo che il cibo arrivi a tutti.
Quindi, dicevamo, il primo mese va abbastanza liscio. Goreng e Trimagasi mangiano a sufficienza, anche se avanzi zozzissimi di quello che al livello 1 è partito come un sontuoso banchetto. Un giorno, però, sulla piattaforma oltre al cibo trovano Miharu, una ragazza asiatica giovane e magrolina che a detta di trimagasi ogni mese ammazza il suo compagno e si fa tutta la discesa sulla piattaforma in cerca di suo figlio.
Naturalmente una volta scesa al piano sottostante i due uomini di quel piano la tirano via e cercano di abusare di lei, ma vengono sbudellati peggio che le vittime di predator. Il classico mega clichè che associa la pazzia e la catatonia con la capacità di uccidere con nonchalance.
Il mese successivo, dopo essere stati addormentati col gas, Goreng e Trimagasi si svegliano al livello 171, dove il cibo non arriva. Trimagasi, però, si sveglia prima per qualche motivo, e lega goreng con le lenzuola fatte a strisce. Il piano, a quanto pare, è quello di proteggere innanzitutto se stesso da un’eventuale fame di carne umana di goreng, e in secondo luogo usare goreng come un prosciutto tagliandogli pezzetti di carne e mangiandoli per sostentarsi durante quel mese di digiuno.
Trimagasi cerca di scaricare le responsabilità delle sue azioni sul sistema, dice di non avere scelta, mantenendosi coerente con quello che rappresenta a livello allegorico. Goreng, invece, dice al novello Hannibal Lecter che invece lo ritiene diretto e unico responsabile. Qui, di nuovo, allegoricamente ci sta, ma come trama è un po’ debole. Trimagasi si propone di tenere in vita Goreng mentre gli taglia pezzettini di carne ogni giorno perché secondo lui se lo uccidesse la carne andrebbe a male e non potrebbe mangiarla. E si propone addirittura di far mangiare a Goreng un po’ della sua stessa carne per tenerlo in vita.
Ovviamente è un piano che ha poco senso, dato che sarebbe impossibile curare ferite di quel genere senza punti o antibiotici e sarebbe inevitabile l’insorgenza di sepsi e gangrena, e in quel caso la carne sarebbe comunque andata a male, anche se Goreng dovesse rimanere in vita per un po’.
Comunque, mentre Trimagasi taglia una fettina della gamba di Goreng, arriva la piattaforma con sopra Miharu, che, evidentemente memore di quando Goreng aveva cercato di aiutarla la prima volta che si erano incontrati, salva il nostro eroe liberandolo ma non prima di aver tagliato la gola a Trimagasi. Goreng, accecato dalla rabbia per quello che gli aveva fatto l’Anthony Hopkins spagnolo, lo accoltella ripetutamente uccidendolo.
Il film fa un ottimo lavoro a livello emotivo, forte della natura estrema della violenza proposta allo spettatore. Si gioca molto sul grottesco per smuovere la sensibilità di chi guarda e far passare meglio il messaggio abbastanza evidente. Quello che si prova guardando questa scena è soddisfazione per l’uccisione di Trimagasi che avevamo imparato a detestare con la sua calma psicopatica e supponenza circa l’inevitabilità dello svolgersi della vita nella fossa in quel modo.
Sarebbe stato carino se allo spettatore fosse stato presentato successivamente un modo per sentirsi colpevole di questa soddisfazione provata nell’abbandonarsi alla stessa violenza che l’intero film vorrebbe condannare e sostituire con una organizzazione spontanea in grado di sfamare tutti quanti senza sprechi o soprusi, ma se c’è, questo qualcosa per sentirsi colpevoli, non è abbastanza incisivo da funzionare per tutti.
Goreng sopravvive così per il resto del mese nutrendosi della carcassa di Trimagasi che comincia a marcire e a riempirsi di larve. In effetti avrebbe fatto meglio a mangiare le larve della carne putrescente. Intanto comincia anche ad uscire di testa completamente e parla con il defunto compagno di cella che si ripresenta come allucinazione.
Il primo giorno del mese successivo Goreng si sveglia al livello 33 insieme alla sua nuova compagna di stanza che, sorpresa sorpresa, è la stessa tizia che gli ha fatto l’esame di ammissione alla fossa, quindi un membro della famigerata amministrazione. La tipa si chiama Imoghiri e come oggetto da portare con se ha scelto un cane bassotto dal comodissimo nome di Ramses Secondo. La signora Imoghiri è entrata anch’essa nella fossa di sua sponte, avendo sviluppato un cancro terminale e desiderando di riuscire a creare quella famosa solidarietà spontanea con quello che resta della sua vita. È certamente una battaglia persa in partenza dato che se ci pensa lei ad instaurarla, per definizione non sarebbe spontanea.
Giorno dopo giorno, quindi, Imoghiri tenta infruttuosamente di convincere quelli di sopra e quelli di sotto a razionare il cibo. Viene criticata per aver portato il cane, un’altra bocca da sfamare, ma lei si giustifica dicendo che nutrirà il cane con metà del suo cibo, cioè un giorno mangia lei e un giorno mangia il cane. A questo si potrebbe obiettare che comunque il cane consuma, quindi non vale, se non avessi portato il cane avresti comunque potuto mangiare un giorno si e uno no e il cibo in più sarebbe andato ad un altro poveraccio.
Comunque, vedendo frustrati i tentativi della donna per introdurre il razionamento del cibo fra tutti i detenuti, Goreng decide di andare più sul concreto e minaccia di cagare su tutto il cibo a meno che quelli di sotto non si decidano a mangiare solo l’indispensabile. Questo sistema basta a convincere quelli di sotto ma ovviamente non quelli di sopra dato che Goreng non ha modo di minacciarli.
Dopo questo successo parziale, Imoghiri battezza Goreng in “messia della merda”. È interessante notare, a questo punto, che il numero del livello, il 33, sono anche gli anni di cristo, cioè l’età in cui morì Gesu di nazareth (almeno tradizionalmente). Vuole quindi questa essere una critica al messaggio di solidarietà cristiano che per quanto bello pare proprio che non funzioni nella nostra società? La minaccia della merda nel cibo sarebbe quindi lo spettro dell’eterna dannazione? E Gesù cristo sarebbe quindi un Don Chisciotte ai giorni nostri?
E questo vuol dire che tutti i numeri dei piani sono simbolici? Il livello da cui ha iniziato Goreng, ad esempio, era il 48. è forse un riferimento al 1848 e alla famosa “primavera dei popoli” che vide una diffusione del nazionalismo in Europa grazie alla diffusione dei giornali? Questa è solo un’ipotesi che faccio io, non ci sono fonti ufficiali a riguardo.
Ma tornando alla storia, un giorno Goreng e Imoghiri si vedono arrivare Miharu svenuta sulla piattaforma, quindi la recuperano e cercano di curarla dandogli dell’acqua e mettendola a letto. Durante la notte questa pazza scatenata assassina si sveglia e sbrana il povero ramses secondo. Goreng quindi viene svegliato da una Imoguri in lacrime che cerca debolmente di schiaffeggiare la divoratrice di cani e dicendogli “ti odio” e roba del genere.
Allora mia madre ha un cane piccolo simile a quello e vi garantisco che la sua reazione ad una situazione del genere sarebbe stata un po’ diversa. Diciamo che gli avrebbe staccato la faccia a morsi ancora prima di cominciare ad incazzarsi sul serio.
Ah, poi, a tal proposito, c’è un sito bellissimo che si chiama doesthedogdie.com dove vengono segnalati tutti gli eventi traumatici nei film così uno si informa prima di vedere il film e nel caso salta la parte problematica. Ovviamente la prima cosa è se muore un cane, perché quello è tremendo, poi ci sono tanti altri trigger warning che, per l’amor di dio, la maggior parte sono comprensibilissimi come “si vedono traumi dentali” oppure se si vedono aghi o siringhe, che in effetti c’è gente che ha la fobia di queste cose e ci sta
Però poi ci sono robe tipo “ci sono battutte sui ciccioni?” oppure “quello di colore muore per primo?” e qui c’è uno che ha segnalato “no, ma uno muore verso la fine” e vabbe, ma così mi hai spoilerato tutto! Poi questo è il massimo: “Muore una persona appartenente alla comunità LGBT”? Ma che trigger warning è? Che c’entra se è LGBT o no, posso capire se non vuoi vedere film dove muoiono le persone, ma non vale fare di queste discriminazioni!
Torniamo seri và! ……….Il giorno dopo Miharu prosegue indisturbata la sua psicopatica discesa e Imoghiri svela un po’ di informazioni sulla fossa. A quanto pare i livelli sarebbero 200 e non sono ammessi minori di 16 anni, quindi la storia di Miharu che cerca il figlio è una menzogna. Pare invece che fosse un’attrice asiatica che non aveva né figli né genitori e che fosse entrata da sola e volontariamente portando come oggetto un ukulele. La sua motivazione era “diventare la Marylin Monroe asiatica”, ma come questo traguardo avrebbe potuto essere raggiunto stando nella fossa, io non lo capisco.
Passa quindi un altro mese e Goreng si ritrova al livello 202. Imoghiri si è impiccata forse dopo aver scoperto che neanche lei sapeva quanti livelli c’erano, ma anche perché sapeva che sarebbe morta comunque di fame o per il cancro, o per la depressione derivante dalla morte del suo cane o dal fatto di non essere riuscita a combinare niente di quello che si era prefissa. Goreng discende sempre di più nella pazzia e ha allucinazioni di trimagasi e Imoghiri. Quest’ultima gli esprime la volontà di lasciargli il suo corpo come cibo in modo da poter sopravvivere un mese al livello 202. quindi anche questa potrebbe essere interpretata come una inconscia esternalizzazione del locus del controllo da parte di Goreng.
Il fatto che nemmeno Imoghiri sapesse quanti livelli ci sono simboleggia il fatto che nemmeno coloro che secondo la popolazione gestiscono il sistema sanno in realtà come funziona e come è fatto di preciso.
Goreng sopravvive un altro mese mangiando la tipa, quindi si risveglia al livello sei insieme ad un uomo di etnia africana che cerca entusiasticamente di salire al livello cinque con l’aiuto della sua corda e, si spera, di quelli che stanno sopra. Il suo piano è quindi di farsi strada fino all’uscita in questo modo. Goreng appare ormai apatico e depresso, e non sembra prestare molta attenzione agli sforzi dell’uomo.
Gli occupanti del piano di sopra, un uomo e una donna che sembrano formare una coppia e risultano subito entrambi odiosi, decidono di aiutare Baharat, questo il nome dell’uomo, dopo essersi accertati che egli credesse nel loro stesso Dio. Ma mentre Baharat si arrampica sulla fune, i tizi del quinto gli cagano in faccia, così per fare uno scherzetto divertente. Baharat quindi molla la corda e quasi cade nel buco, ma viene salvato da Goreng.
Questa scena rappresenta certamente un tentativo di emigrare da un paese povero per sfuggire alla miseria che si conclude miseramente a causa del razzismo e dell’intolleranza che bloccano l’ascesa dell’uomo che vorrebbe migliorare la propria condizione e che invece si ritrova di nuovo nella miseria e forse peggio di prima, perché ha perso la corda e ha preso la merda in faccia.
Questo sancisce la perdita definitiva di fiducia nell’umanità da parte di Goreng, il quale decide che è il momento di usare la forza e chiede a bahrat di aiutarlo a scendere sulla piattaforma fino al livello più basso in modo da distribuire manualmente il cibo e farlo arrivare fino in fondo. Nel caso qualcuno stentasse a collaborare si muniscono di sbarre di ferro smontate dai letti.
Salgono quindi sulla piattaforma e si preparano per la discesa. Gli stronzoni del quinto li prendono per il culo dicendo che sono ridicoli e che sperano che vengano ammazzati tutti e due, e questo è un parallelismo con quello che potrebbero dire alcuni appartenenti alla classe media di persone che decidono di viaggiare verso paesi del terzo mondo per portare aiuti.
Goreng decide che dato che quelli dei livelli più alti mangiano tutti i giorni, è il caso di cominciare a distribuire il cibo a partire dal cinquantunesimo livello. I primi detenuti che incontrano erano incidentalmente amici di Barhat che lo avevano aiutato in passato, ma Goreng fa capire all’amico che non si possono fare eccezioni o favori personali se si vuole portare avanti la loro missione seriamente. Quindi quando uno degli amici di Baharat si avvicina per prendere del cibo, quest’ultimo gli spacca la testa.
Continuano così a scendere livello dopo livello e spaccano la testa ad un sacco di gente. Poi incontrano una vecchia conoscenza di Bahrat da lui definito un “uomo molto saggio” il quale li redarguisce dato che stando sulla piattaforma stanno calpestando tutto il cibo. Poi però gli spiegano che il loro obiettivo è quello di far arrivare il cibo fino all’ultimo livello per rompere il sistema e l’uomo saggio approva, ma solleva anche una questione, e gli chiede: anche se riuscite a far arrivare il cibo fino in fondo, chi lo saprà? Se volete far veramente arrivare un messaggio ci vuole un simbolo. All’amministrazione non potete arrivare, ma se riuscite a far arrivare un piatto delizioso ancora intatto al livello zero, quelli che lavorano lì potrebbero capire l’antifona.
Il simbolo scelto è la panna cotta. Questo cosa vuol dire? La panna cotta può tornare intatta al livello zero solo se tutti collaborano o se c’è qualcuno abbastanza forte o carismatico da forzarli a collaborare. Quindi la panna cotta è un inequivocabile messaggio di unione e di forza, che mette in campo una nuova potenza con cui negoziare invece di un gruppo disorganizzato e impotente che consuma tutte le sue energie in inutili lotte intestine.
Allora continuano a scendere conservando questa panna cotta. Arrivano al duecentocinquanta ma scoprono che ci sono molti più livelli dato che Goreng aveva calcolato i livelli basandosi sul tempo che ci metteva la piattaforma a risalire ma non sapeva che se non c’è nessuno vivo ad un livello la piattaforma non si ferma. A questo punto però mi chiedo, se la piattaforma non si ferma ai livelli vuoti e se il cibo viene rilevato quando i detenuti cercano di conservarlo dopo che la piattaforma se ne va, come mai la piattaforma si ferma ai livelli quando non c’è più cibo su di essa? Anche quello è inutile no?
Poi scendendo i vari livelli dopo il 250 passano da uno dove c’erano due corpi carbonizzati, quindi li avevano sottratto del cibo e avevano tentato di conservarlo. Ma come è possibile questo se il cibo non arriva mai così in basso? Eh eh eh questa è una cagata però
Arrivano ad un livello con un vecchio moribondo e un ragazzo affetto da sindrome di Dawn, quest’ultimo afferma che ucciderà il vecchio e gli aprirà la pancia in modo da mangiare il cibo che Goreng gli aveva dato. Anche questa è una allegoria che probabilmente simboleggia la difficoltà di far arrivare aiuti umanitari in zone dove governi corrotti, altri gruppi di potere o semplicemente i membri più forti della popolazione si appropriano dei beni e li sottraggono alle persone più deboli.
Arrivano ad un livello dove c’è un tizio sgozzato e deducono che si tratti del livello al quale si è svegliata quella pazza schizzata di Miharu. La ritrovano due livelli più sotto (e non so a questo punto come ci sia arrivata) mentre viene accoltellata di brutto da un tizio abbastanza piazzato. Goreng parte di white knight e si scaglia contro l’energumeno in preda alla furia. Ora, va bene che Miharu gli aveva salvato la vita, ma era lei che andava in giro ad accoltellare tutti e che è una pazza assassina, magari quel tizio si stava solo difendendo.
Comunque Miharu era già morta e Goreng viene pestato a sangue finquando Barhat, che stava intanto combattendo con l’altro occupante del livello che era armato di katana, riesce a sconfiggere il suddetto e sottrargli la spada per tagliare la testa all’altro tipo.
A questo punto sono tutti e due messi malissimo, ma hanno ancora la pannacotta intatta. Continuano a scendere e alla fine si scopre che i livelli sono trecentotrentatre. Che per due occupanti per piano da una capienza massima di seicentosessantasei persone. Non dico altro.
Al trecentotrentatre c’è una bambina, apparentemente la figlia di Miharu, quindi a sto punto non si capisce più niente. Allora non era vero che non sono ammessi minori di sedici anni come non era vero che i livelli sono duecento? Però c’è un fatto strano: goreng e bahrat lasciano la piattaforma e si tengono la panna cotta, ma anche quando la piattaforma scende nel buio sotto l’ultimo livello, il sistema antitaccheggio che ti brucia o ti congela non entra in azione. Come mai questa anomalia?
Non è ben chiaro, ma lo vediamo fra un attimo. Goreng decide di dar da mangiare la panna cotta alla bambina e poi far salire lei con la piattaforma, perché potrebbe essere un simbolo migliore della pannacotta. Bahrat muore dissanguato a causa dei tagli riportati nel combattimenti di prima. Quando la piattaforma torna il giorno dopo , Goreng ci sale insieme alla bambina e i due scendono quindi sotto il trecentotrentatre, in un ambiente enorme e completamente buio.
A questo punto a Goreng si ripresenta l’allucinazione di trimagasi, che gli comunica che il suo viaggio è terminato. Goreng si oppone asserendo di essere il portatore del messaggio, ma trimagasi gli fa notare che il messaggio non ha bisogno di portatore. E questo è uno spunto importante. Per fare un esempio, pensate a Greta Thunberg. Si è fatta portatrice di un messaggio molto importante, ma il fatto stesso di essere un essere umano, quindi soggetta a tutte le idiosincrasie e le bassezze che assediano l’animo di tutti noi esseri umani insieme anche a tutta la nobiltà e coraggio di cui siamo anche capaci, gran parte delle persone si è concentrata su di lei piuttosto che sul messaggio e, inevitabilemnte, metà la ama e metà la odia.
Pensate invece ad un messaggio duro per alcuni ma senza portatore. A cosa potrebbero attaccarsi le persone per screditare una verità scomoda senza un vulnerabile essere umano al suo sostegno da attaccare?
Quindi Goreng capisce e abbandona la piattaforma lasciandola risalire insieme alla bambina e sparendo insieme a Trimagasi nel buio di quell’oblio sotterraneo. Ora c’è da interpretare il finale. Il fatto che il sistema di sicurezza non si sia attivato con la pannacotta è stato interpretato da alcuni come prova che in realtà Goreng sia morto durante il tentativo di salvare Miharu e quello che ne è seguito è solo una visione della sua mente agonizzante che vorrebbe a tutti i costi aver fatto qualcosa per cambiare le cose nella fossa.
A sostegno di questa ipotesi c’è da dire che la piattaforma risale ad una velocità enorme e non può rallentare fino alla fine, altrimenti gli occupanti dei piani alti potrebbero salirci sopra e scappare. Quindi la bambina dovrebbe venire spiaccicata sul soffitto del livello zero. O magari non ci hanno pensato dato che non si sono preoccupati di avere la massima coerenza.
Comunque, è un finale aperto, onirico, che si presta a varie possibili interpretazioni, e questo dichiaratamente secondo un’intervista fatta al regista nella quale si esprime proprio la volontà di consentire interpretazioni diverse del film. Dalla stessa intervista, che vi linko in descrizione se volete leggervela ma occhio che è in spagnolo, il regista afferma che il film cerca di mettere lo spettatore di fronte ai limiti della propria solidarietà.
La critica quindi non è rivolta a quelli che stanno sopra, ma al sistema in se che trae molte delle sue caratteristiche da come siamo fatti noi come esseri umani, e quelle caratteristiche è difficile poterle cambiare dall’oggi al domani. Insomma il messaggio è che non esiste una persona o una categoria di persone a cui poter dare la colpa, ma TUTTI noi come umanità siamo responsabili. Dai ricchi industriali che sfruttano le risorse naturali agli abitanti dei paesi in via di sviluppo che si fanno corrompere e si uccidono fra loro invece di fare fronte comune per preservare le loro ricchezze.
Ma come avevo detto prima, c’è un altro livello più specifico di interpretazione. Avete notato che molti dei nomi dei personaggi sono delle parole indonesiane? Goreng vuol dire fritto ad esempio, come Nasi Goreng, riso fritto. Trimagasi è probabilmente una storpiatura di Terima Kasih, che vuol dire Grazie. Imogiri è un importante cimitero che si trova sull’isola di Java, sempre in Indonesia.
Questi non sono i veri nomi dei personaggi, ma sappiamo che sono stati assegnati dall’amministrazione, cosa può simboleggiare questo? In giro c’è una teoria secondo la quale i riferimenti al sud-est asiatico abbiano a che fare con la Cambogia ed il regime comunista di Pol Pot sotto il quale si stima che più di trecentomila cambogiani siano morti di fame fra il 1979 e il 1980. Lo stesso regista dichiara nell’intervista che il film è anche una critica al rovinoso fallimento del comunismo che ha lasciato il mondo senza una valida alternativa al capitalismo.
Secondo Gaztelo Urrutia (così si chiama il regista) il comunismo per funzionare ha bisogno che metà della popolazione viva a discapito dell’altra metà e poiché gli esseri umani sono per loro stessa natura egoisti e paurosi, chiunque arrivi al potere come dittatore, anche se animato dalle migliori intenzioni, non potrà che diventare un hijo de puta. Parole testuali.
C’è però da dire che la cambogia non c’entra gran che con l’indonesia, non si parla neanche la stessa lingua, quindi anche se il film è dichiaratamente una critica al comunismo, non possiamo essere certi che si tratti del regime di Pol Pot nello specifico.
Ora però capiamoci, io vi ho solo fatto un’analisi del film. Questa non è una discussione politica anche perché non è questo lo scopo del canale. Rimango disponibile a considerazioni filosofiche di ogni tipo ma non mettiamo in mezzo partiti e personaggi politici che non me ne frega niente.
Detto questo, direi che se sono riuscito a farvi arrivare alla fine di questa lunghissima recensione, un mi piace me lo sono meritato. Fatevi sentire nei commenti se avete domande o considerazioni così ne parliamo. Se volete c’è anche il gruppo facebook che vi linko in descrizione. Come al solito, vi invito ad iscrivervi al canale attivando la campanella così da non perdervi i prossimi video.
