Salve gente e ben ritrovati su Our SciFi.

Oggi voglio parlarvi di quanto sia importante la critica e di quanto sia ironico che anche nella community della fantascienza questa sia diventata così problematica. Come avrete senz’altro notato, da un po’ di tempo a questa parte questo canale si è concentrato sul criticare Star Trek Discovery. Un po’ perché sentivo il bisogno fisiologico di farlo e un po’ perché nonostante le clamorose cadute di stile nel franchise, in rete è difficile trovare post o articoli che parlano male di Star Trek Discovery, e questo è vero soprattutto in Italia.

Su YouTube Italia, infatti, praticamente io sono l’unico che parla male di Star Trek Discovery, il che è strano dato che in inglese se ne trovano tanti di video contro Discovery e la maggior parte delle critiche che muovo alla serie sono oggettive, condivisibili ed in effetti molto spesso condivise  da tante altre persone.

E allora perché questo silenzio? Dunque, come molti di voi sapranno, qui ad Our SciFi abbiamo anche un gruppo Facebook per approfondimenti e per stare insieme a parlare di fantascienza. Se non lo sapevate vi consiglio di iscrivervi.

Nel nostro gruppo diversi utenti che venivano da altri gruppi Facebook tipo lo Star Trek Italian Club e il gruppo “Fantascienza” che è uno dei più grandi, hanno condiviso la loro esperienza dicendo “eh, sono approdato qui dato che nello Star Trek Italian Club venivi insultato, crocefisso in sala mensa ed infine bannato se solo ti permettevi di criticare o fare una battuta su Star Trek Discovery e spero che in questo gruppo ci sia libertà di parola”.

E io gli rispondo, ovviamente, che nel nostro gruppo non c’è e non ci sarà mai censura. Secondo voi Star Trek Discovery è una figata? Venite nel gruppo e parliamone. Pensate che The Next Generation sia una schifezza? Discutiamone civilmente, non vedo perché no. Cioè, non è che mi offendo se qualcuno critica una cosa che a me piace.

Ma sembra che invece molte persone si triggerino quando esprimi un parere diverso dal loro. Anche a me è capitato diverse volte di venir ripreso e censurato in altri gruppi quando ho criticato qualcosa, e non solo Star Trek Discovery, ma qualunque film o serie TV di fantascienza. Vabbè, anche non di fantascienza, ma qui parliamo di fantascienza.

Ovviamente questo discorso vale per le critiche argomentate, intendiamoci, è chiaro che dire solo “Prometheus è una schifezza” e spammarlo in giro non è molto corretto, ma se aggiungi che il giudizio deriva dal fatto che il fior fiore degli scienziati accuratamente selezionati per la più importante missione che l’umanità abbia mai tentato alla fine cominciano a comportarsi come i teenager di venerdì 13, allora quella sì è una critica legittima!

Ma non basta. Anche con le argomentazioni il 99% delle persone le ignora completamente e ti dice che sei un demente. Anche qui su YouTube, tutti i commenti negativi che ho ricevuto non hanno, ad oggi, alcun valore critico. Ad esempio: sotto il video Star Trek Discovery fa schifo episodio 11 parte 2 uno scrive:

“sto cazzo, spari un sacco di minchiate. Discovery è forse la miglior serie di fantascienza in circolazione insieme a The Expanse. Guardati the Orville che è meglio, non te la meriti questa serie. “

E io gli ho risposto

“Su The Expanse siamo d’accordo, ma discovery noooo 😬 ma scusa, spiegami: cosa ha di bello? E cosa ho detto di sbagliato? Se vuoi sono aperto alla discussione”

Ma ovviamente non ho ricevuto risposta. Stessa cosa sotto l’episodio 5, dove scrivono:

“Boh… io mi chiedo che razza di problemi hai!”

E io gli ho detto “Elabora” cioè, spiegami su cosa non sei d’accordo! Perché a me piacerebbe anche ascoltare un punto di vista diverso ragazzi, io non dico di essere depositario della verità assoluta, ma prima di cambiare idea su discovery mi piacerebbe sentire delle argomentazioni valide oltre a “gli effetti speciali sono fighissimi”

E poi ultimamente uno ha scritto questo commento emblematico della situazione generale sotto al primo video che ho fatto su Star Trek Discovery:

“Mi sono imbattuto per caso in questo canale, dove un povero coglione che di fantascienza non capisce un cazzo va delirando puttanate per venti minuti, questa serie è ottima sotto ogni punto di vista, ma personaggi come questo pseudo recensore sono deleteri per i veri appassionati di fantascienza, speriamo si riempia di metastasi il prima possibile”.

Allora, comincio col dire che “pseudo recensore” è una locuzione in questo caso fallace dato che l’unica condizione da soddisfare per essere un recensore è fare una recensione e il commento è stato lasciato sotto una recensione. Forse volevi dire “pseudo critico”, ma io non ho mai detto di essere un critico.

Poi, tu mi auguri una morte colma di sofferenza non perché ti ho fatto del male, non perché ho criticato te, non perché ho criticato qualcosa fatta da te, ma perché ho criticato una cosa che a te è piaciuta? Io spero che l’autore di questo commento sia un ragazzino tipo di 12 anni e in quel caso è comprensibile, a quell’età abbiamo detto tutti delle sciocchezze. Ma se così non fosse, ragazzi, qui c’è da riflettere. Ma ve lo immaginate quanto deve essere vuota e superficiale la vita di una persona adulta perché venga generata una tale animosità nei confronti dell’opinione di uno sconosciuto circa un prodotto di intrattenimento leggero?

Poi che vuol dire che sono deleterio per i veri appassionati di fantascienza? Cioè hai paura che se guardano i miei video i veri appassionati se ne accorgano che Discovery fa schifo? Pensavi che se avessi tenuto chiusa la mia boccaccia la cosa sarebbe passata in sordina?

Come vedete tutti questi commenti tradiscono il rifiuto della discussione, il disinteresse a confrontarsi e l’avversione a qualsiasi opinione difforme dalla propria. Si sente che alla base di questi sfoghi c’è un fastidio o più precisamente una frustrazione, che probabilmente deriva dall’incapacità di produrre argomentazioni a sostegno della propria tesi la quale va al contempo difesa a tutti i costi, con un fervore quasi religioso.

Ed io riesco ad immedesimarmi in questo modo di pensare solo fino ad un certo punto. Per farvi un esempio, io adoro “il Quinto Elemento” di Luc Besson. Se qualcuno mi viene a dire che la storia è stupida ed il finale è peggio, che alcuni personaggi sono stereotipati ed esageratamente caricaturali, e che ci sono dei significativi buchi di trama, come il fatto che il bomb detector scatta tipo 45 minuti dopo che sia stata piazzata la bomba e il fatto che Leeloo perde fiducia nell’umanità quando arriva alla parola “War” (mamma mia che schifezza quella) dopo quindi aver già letto le voci enciclopediche sulle parole “Holocaust” , “Genocide” o ancora prima “Atomic bomb”, allora io gli rispondo: “è vero, però a me piace lo stesso”.

Naturalmente io posso spiegare i motivi per cui mi piace “Il Quinto Elemento”, cosa che non farò adesso perché stiamo parlando d’altro, e posso addurre anche motivazioni soggettive cioè che dipendono da me e non dal film. E questo va benissimo. Se voi avete motivi soggettivi per cui vi piace Star Trek Discovery, perfetto, chi vi dice niente! Ma se io espongo ragioni oggettive per cui il prodotto è realizzato male, che senso ha dire “non è vero!”. No, è vero però a te piace lo stesso per tuoi motivi personali. E va benissimo così! Cioè, io non vedo proprio dove sia il conflitto.

Ma purtroppo è rarissimo per me trovare persone con le quali mi possa confrontare in questo modo. E come vi accennavo all’inizio del video, trovo molto ironico che questa allergia alla critica sia presente all’interno della community amante della fantascienza, questo perché uno degli aspetti fondamentali della fantascienza è sempre stata la critica sociale. Alien e Robocop criticano il capitalismo, Metropolis l’alienazione del lavoratore, Il pianeta delle scimmie il razzismo, Il Pianeta proibito l’intrinseca meschinità della mente umana, Wall-E il consumismo giusto per fare qualche esempio. E star trek… ragazzi Star Trek è il campione della critica sociale. Non potete essere fan di Star Trek e aborrire la critica, sarebbe più coerente se foste fan di Star Trek e al contempo tecno luddisti Amish.

Ma questa polarizzazione fondamentalista delle opinioni non è un’esclusiva della fantascienza, ma è altresì un atteggiamento praticamente ubiquo su internet.  E non si ferma neanche ad internet. Negli ultimi anni abbiamo potuto assistere ad un inasprimento del  confronto politico che ha portato ad uno spaccamento netto dell’elettorato ed ad una conseguente semi-ingovernabilità della maggior parte dei paesi del primo mondo.

A cosa è dovuto il diffondersi epidemico di questa forma mentis? Molti se ne sono occupati e si pensa che a livello sociologico la parte del leone la facciano i social networks e i loro algoritmi, che selezionando i contenuti più “idonei” per essere visualizzati da questo o quell’utente, formano le cosiddette “echo chambers”, nelle quali sembra che tutto il mondo la pensa come te tranne qualche povero pirla che si ostina a negare l’evidenza. Ma oltre a questo è proprio la forma che ha assunto la comunicazione online che ha modificato le interazioni sociali: parlare con uno sconosciuto tramite chat, quindi senza sapere età, aspetto, contesto e perdendosi tutta la comunicazione non verbale e paraverbale, di cui le emoji sono un pietoso surrogato, comporta un tipo di interazione nettamente diversa a quella che ha generato la società nella quale siamo nati e che ora ci stiamo lasciando quindi alle spalle.

A tal proposito, questa situazione è attinente ad un altro device tipico della fantascienza, ossia la distopia. Sono innumerevoli le opere di fantascienza dove un futuro non troppo lontano vede la società umana radicalmente sconvolta da un qualche ritrovato tecnologico, evento storico traumatico o partito dittatoriale salito al potere epoche addietro. E in genere non ci si sofferma molto sul processo che ha portato la popolazione ad accettare il nuovo ordine sociale, che essendo distopico, quindi non desiderabile, avrebbe bisogno di un’evoluzione molto graduale per essere credibile.

Oggi vediamo potenze straniere che sguinzagliano i loro servizi segreti su Facebook per destabilizzare i paesi rivali tramite le fake news, capi di stato che comunicano solo tramite twitter, un prepotente ritorno del nazionalismo sia in Europa che altrove, aziende private, come google, con un potere sull’informazione che mai nessun governo ha mai avuto.

E nessuno sa come si evolverà la cosa. Ora, visto tutto questo, potremmo escludere con certezza di stare assistendo alla nascita di una distopia? A voi la risposta. Dal canto nostro, cerchiamo di non essere granitici sulle nostre posizioni, mi piacerebbe rendere il canale e il nostro gruppo Facebook (che vi linko in descrizione) dei luoghi dove non esistano argomenti di cui non si può parlare. Discutere con qualcuno che la pensa diversamente andrebbe vista come un’occasione per imparare qualcosa piuttosto che come una battaglia.

Se voleste approfondire gli argomenti trattati in questo video, aspetto i vostri commenti. Ricordate di attivare la campanella, così da non essere alla mercé dell’algoritmo distopico di YouTube e di mettere mi piace al video, per sfruttare l’algoritmo a nostro vantaggio. Io vi saluto e vi do appuntamento al prossimo video!

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