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Ho terminato la visione di Altered Carbon, quindi posso dare un giudizio conclusivo. Comincio col dire che ho guardato questa serie con molta attenzione dato che mi era stato detto da alcuni che presentava pesanti buchi di trama e che dopo il quarto episodio l’asticella si abbassasse bruscamente per lasciare posto ad una trama troppo complicata e personaggi poco caratterizzati. Non è vero. Mi saranno sfuggiti forse, ma se voi li avete notati, vi prego fatemeli sapere nei commenti così ne discutiamo perché sono sinceramente curioso. Per quanto mi riguarda, la trama è perfettamente coerente. Ammetto che a tratti il protagonista, Kovach è un po’ stereotipato, incarnando il classico investigatore noir, cionondimeno è caratterizzato sufficientemente ed il suo passato ci viene svelato progressivamente nel corso di tutta la serie, aggiungendo elementi importanti nel momento in cui diventano necessari per giustificare le azioni che compie. Se proprio devo fare una critica, devo dire che alle volte mi sarebbe piaciuto che le sue abilità da Spedi fossero state più determinanti: certe volte rimane troppo vittima delle circostanze e il ruolo di Deus Ex Machina ricade si altri personaggi che è riuscito a rendere suoi alleati, però, questo se non così appagante per lo spettatore, perlomeno concorda con la caratteristica principale degli Spedi che vuole questi guerrieri adattarsi in brevissimo tempo ad una nuova custodia su qualsiasi pianeta dove venissero mandati e costruire una rete di alleati fra i locali.
Mi sono imbattuto in una recensione abbastanza negativa su Wired secondo la quale Altered Carbon è un esperimento fallito che mette troppa carne al fuoco e molla le sottotrame e poi le riprende in modo maldestro. Raga ma che serie avete visto? Mi sembra davvero eccessivo esprimere un giudizio simile. La trama è perfettamente coesa. Naturalmente non viene tutto rivelato subito e lo spettatore segue il detective in una indagine che si snoda seguendo diverse strade, alcune delle quali si rivelano sbagliate, ma questo a mio parere è funzionale ad immedesimarsi nell’indagine.
Poi alla fine della recensione su Wired ho letto “soffre anche della pessima rappresentazione femminile” ed ho capito tutto. Scommetto che chi ha scritto questa recensione ha un’ottima considerazione di Star Trek: Discovery… eccaa lla.
Allora: chiamo un attimo l’allarme spoiler per cercare di debunkare sta stronzata: il coprotagonista è femminile. L’antagonista è femminile, Il mentore del protagonista è femminile, la chiave di volta dell’indagine è femminile, Il deus ex machina finale è femminile. Persino l’antagonista secondario è femminile. Allora: che cosa vuoi dire con “pessima rappresentazione”? Che non ci sono abbastanza personaggi femminili o che non ti sono piaciuti quelli che ci sono? Se si tratta della prima ipotesi, per questi qua o sono tutte donne oppure non sono abbastanza. Nel secondo caso, l’unica cosa che mi viene in mente è l’antagonista secondaria, che ricopre il ruolo della classica “famme Fatal”. Ovviamente, non sia mai che una donna usi la seduzione per ottenere ciò che vuole! Quando si è mai visto? Le donne devono solo spaccare culi col kung fu a uomini grossi e stupidi che non si aspettavano di essere picchiati da una bonazza magra e sexy, giusto?
Da questo punto di vista invece, Altered Carbon è molto più serio. Faccio un esempio. La coprotagonista, l’agente Ortega, è una donna abbastanza aggressiva, ma prima di cominciare a fargli mettere KO energumeni grandi grossi e geneticamente ultrapompati, hanno avuto almeno il buon gusto di fargli ottenere un braccio cibernetico. La qual cosa rende in qualche modo più verosimile quei tipi di combattimenti. Non come in Star trek discovery, dove la forza fisica è un’opinione.
La struttura narrativa mi ha ricordato molto quella di un gioco di ruolo, come se il protagonista stesse seguendo una strada già tracciata, e questo può essere un bene o un male a seconda dello spettatore. A me non ha dato troppo fastidio, anzi l’ho trovato in qualche modo rilassante.
A grandi linee posso dire che si tratta di una serie estremamente solida e curata abbastanza da non avere grossi flaws.
Molto interessante il finale dove (super allarme spoiler) il nostro protagonista trasferisce la sua coscienza simultaneamente in due custodie per ingannare i suoi inseguitori. Al contrario di quanto ci si sarebbe aspettato da un prodotto più banale, entrambe le versioni di Kovach sopravvivono allo scontro finale, mettendoci di fronte ad un problema di non facile soluzione: dato che le due copie della coscienza di Kovach hanno fatto esperienze diverse e anche importanti, queste hanno diverso diventando in effetti due persone diverse (diverso nel senso del passato prossimo del verbo divergere, non l’aggettivo). Questa differenza e l’importanza insita in essa, è resa molto bene a livello registico e di sceneggiatura. Senza bisogno del classico spiegone, infatti, come spettatori ci scopriamo molto interessati a quale delle due coscienze di Kovach sopravviverà e quale verrà eliminata, poiché l’amnistia vale solo per una.
Lo spunto di riflessione è quindi: cosa ci definisce alla fine come esseri umani? Secondo gli autori, sono i nostri ricordi e quindi le nostre esperienze a fare di noi ciò che siamo, e personalmente sono d’accordo su questo punto. È vero che la genetica può predisporci ad esprimere più o meno una determinata caratteristica fisica o emotiva, ma il modo in cui queste predisposizioni di base si traducono in comportamenti e pensieri complessi, razionali, si basa sulle esperienze vissute. Naturalmente la questione non è così semplice, è anche vero che il nostro aspetto fisico influisce sul comportamento delle persone che ci circondano, ad esempio, e questo può condizionare in qualche modo lo svolgersi delle nostre esperienze, ma questo dipende comunque dalla cultura in cui viviamo e dalle persone che frequentiamo. Ma la cosa più importante affrontata qui è il concetto che una persona possa cambiare, a seguito delle esperienze, fino a diventare un’altra persona. Questo concetto, negando la continuità dell’identità di una persona, nega anche il concetto di anima, che vorrebbe invece la nostra identità come immutabile. Tema affrontato egregiamente e da vari punti di vista durante tutto l’arco della serie.
Il mio giudizio è, quindi, decisamente positivo, a dispetto della critica professionale, la quale ha ormai perso ogni forma di credibilità e professionalità ai miei occhi. Vergognatevi! Voi invece che opinione vi siete fatta di Altered Carbon? Ci tengo a sapere la vostra, quindi discutiamo ne nei commenti.
