Salve gente e ben ritrovati su Our SciFi! Se ultimamente vi è sembrato di vivere un film sci-fi in prima persona, state tranquilli che non siete gli unici. Quale momento migliore, quindi, per parlare di come la fantascienza ci ha prospettato più e più volte situazioni molto simili a quella che stiamo vivendo adesso? (sto parlando della quarantena che ha bloccato praticamente l’intero maledetto pianeta).

Mentre aspettiamo il vaccino, ecco una breve rassegna di storie circa virus e pandemie varie nella fantascienza.

Cominciamo con un film abbastanza datato ma davvero molto attuale, ovvero L’esercito delle dodici scimmie, film del 1995, ossia un quarto di secolo fa (porca miseria sono vecchio) con Bruce Willis ed il Brad Pitt più schizzato che abbiate mai visto.

C’è anche una serie TV omonima che non ho ancora visto ma che mi dicono aver ben poco a che fare con il film. Questo non mi sorprende e non mi fa venire molta voglia di guardarla dato che ritengo queste serie TV di oggi fatte sul franchise di classici ottantoni e novantoni una delle forme più abiette di intrattenimento, quindi concentriamoci sul film.

In un futuro non troppo lontano, pare intorno al 2035,  la civiltà umana è stata spazzata via da una pandemia virale che ha ucciso circa il novantanove percento della popolazione umana e gli sparuti superstiti si sono rintanati sottoterra per… per… beh in effetti non si capisce bene perché, dato che i virus non rimangono certo nell’aria o sulle superfici per lungo tempo.

Il protagonista è un galeotto che viene precettato per raccogliere campioni di vita biologica e aiutare gli scienziati a fare progressi sul virus, quindi forse il virus è contenuto in quella che si definisce “riserva virale”, ossia una specie animale che viene infettata dal virus ma i cui membri sono generalmente portatori sani. In effetti animali ce ne sono. C’è anche un orso, ma quello che non mi spiego è che cavolo ci faccia un orso attivo in inverno dato che vanno in letargo.

Ma la storia della riserva virale non ha molto senso dato che abbiamo a che fare con un virus scappato da un laboratorio e quindi nuovo a livello evolutivo e di conseguenza difficilmente avrebbe potuto sviluppare un equilibrio con una specie in così breve tempo. Sarebbe stato più credibile se si fosse trattato di un virus già presente in natura che avesse operato un cosiddetto “spillover” ossia un salto da una specie ad un’altra.

Ma basta cercare il pelo nell’uovo, perché anche se ci sono un sacco di scivoloni a livello scientifico, il film è in realtà un gioiellino della letteratura post-apocalittica.

Oltre che di pandemie, questo film parla anche di viaggi nel tempo, ma non nello stile di Ritorno al futuro, dove si rischia di incasinare la linea temporale ma c’è sempre la possibilità di rimediare ai propri errori.

Qui la situazione è molto più deprimente: il passato è già avvenuto e non può essere modificato, quindi, anche se  chissà come i pochi sopravvissuti sono riusciti a fare progressi tecnologici portentosi e a scoprire addirittura il viaggio nel tempo nonostante siano stati esiliati sotto terra senza risorse, con meno personale e con un network scientifico insignificante rispetto a quello di 5 miliardi di persone fà, non c’è comunque modo di prevenire la pandemia. Che fregatura.

Questo approccio così intransigente ed impietoso ci fa riflettere su temi che converrebbe davvero affrontassimo come civiltà in questo momento.

Il senso di incombenza della catastrofe che si percepisce per tutto il film può essere interpretato come una allegoria della situazione in cui ci potremmo trovare in un prossimo futuro.

Avete visto tutti quello che è successo con il Coronavirus: abbiamo fatto i cazzoni all’inizio del contagio e la situazione è sfuggita di mano. Una volta che il virus si è diffuso a sufficienza, è stato impossibile contenerlo efficacemente e abbiamo dovuto fermare tutto il paese. La stessa situazione si è verificata in tantissime altre nazioni, e le conseguenze di tutto ciò saranno enormi.

Ma sono anni, ragazzi, che scienziati e altre personalità attive in questo campo ci hanno ripetutamente messo in guardia sui pericoli di una pandemia globale. Cercate un po’ su youtube e troverete tantissimi video datati anni fa che cercano di sensibilizzare su questi rischi. Uno fra tanti è il famoso TED talk di bill gates che vi linko in descrizione.

Ora che il vaso di pandora è aperto, però, non possiamo più tornare indietro, il danno è fatto, non ce la facciamo a sistemare tutto e far tornare le cose come prima. Adesso ci tocca stare in quarantena, abbiamo dovuto rinunciare momentaneamente ai contatti sociali e chissà a cosa ci toccherà rinunciare domani.

Spero se non altro che questa batosta possa insegnarci qualcosa. Ad esempio, sapete qual è un altro pericolo atroce sul quale gli scienziati ci stanno mettendo in guardia da un sacco di tempo e che non potrà più essere evitato passato il punto di non ritorno? Il riscaldamento globale.

Come se questa prospettiva non fosse già abbastanza inquietante, mi spiace dirvi che è molto probabile che questo punto di non ritorno noi lo si sia già ampiamente passato. Fra una ventina d’anni, quindi, la nostra vita non sarà più com’è adesso e non possiamo fare assolutamente niente per cambiare le cose, proprio come nel film, dove Cole, il personaggio interpretato da Bruce Willis, viene mandato indietro nel tempo non per impedire l’apocalisse, ma per raccogliere informazioni e magari un campione del virus originale per permettere alla razza umana di vivere in modo un po’ meno schifoso.

E questo possiamo fare. Se ci diamo una mossa adesso, magari possiamo mitigare tutte le catastrofi che si abbatteranno su di noi in futuro. E questo, che ci crediate o no, è lo scenario accettato dalla comunità scientifica attualmente.

Tornando al film, Cole è un prigioniero nel futuro, e viene scelto come cavia per queste pericolose missioni in cambio di un possibile perdono nel caso abbia successo. All’inizio viene mandato nel periodo sbagliato, ossia nel 1990, sei anni prima della pandemia, che colpirà nel millenovecentonovantasei.

Ovviamente Cole viene internato in un ospedale psichiatrico dato che non ha la delicatezza di  evitare pestare a sangue i poliziotti che lo hanno trovato seminudo per strada e di gridare ai quattro venti “vengo dal futuro e siete tutti condannati!”

Nonostante Cole incarni quindi perfettamente lo stereotipo del pazzo violento, una psichiatra dell’ospedale decide che in lui c’è del buono e durante tutto il film lo aiuterà a compiere la sua missione.

Certo, all’inizio viene rapita da Cole, quando gli scienziati riescono finalmente a mandarlo nell’anno giusto, ma vediamo che in situazioni nelle quali avrebbe potuto svignarsela, decide invece di restare insieme a questo pazzo scatenato che farnetica circa l’esercito delle dodici scimmie.

Il tutto sarebbe stato meno credibile se invece di Bruce Willis ci fosse stato non so.. Danny DeVito o tu………………………………………………

A parte qualche cheesiness come questa qua e là, la performance attoriale in tutto il film è semplicemente superlativa. Qui Bruce Willis è un gigante in quello che rimarrà probabilmente il ruolo più drammatico e profondo mai interpretato.

Il personaggio di Cole subisce una trasformazione durante il film. All’inizio è zelante nei confronti della sua missione, perché vuole guadagnarsi il perdono ed ottenere una vita migliore nel suo presente, che sarebbero gli anni trenta del ventunesimo secolo, quindi 2035 o giù di li.

Poi però comincia a non poter più fare a meno della vita pre-apocalisse, con l’aria pura, il cibo, le persone, eccetera. Il punto di rottura lo raggiunge quando ascolta alla radio Blueberry Hill di Fats Domino.

Cole, quindi, piange ascoltando la melodia e mette la testa fuori dal finestrino per sentire il vento sulla faccia. È un momento molto emozionale del film, che ha il potere di emozionare anche lo spettatore, perché la gioia così prorompente e melanconica che Cole prova assaporando queste piccole cose che noi diamo adesso per scontate ci fa capire quanto deve aver sofferto conducendo una vita priva dell’aria fresca o del contatto umano.

In più guardare il film mentre si è in quarantena aumenta considerevolmente il livello di riflessione che scatena. Vi ricordate quando si poteva uscire? Farsi una birra con gli amici? Andare al cinema?  “I found my Thrill…………………. On bluberry hill………………………………………………………………. Comunque non fate gli irresponsabili e rispettate la quarantena.

Torniamo al film, da questo momento a Cole non interessa più un tubo del perdono, perché ha deciso che niente potrà mai essere più bello che vivere in quel mondo, all’aperto e con tutte le piccole cose che lui non dà più per scontate. Anche perché si è un po’ innamorato anche lui della dottoressa Kathryn Railly.

Infatti quando viene richiamato nel futuro dopo aver scoperto di aver dato lui stesso l’idea dell’apocalisse a Jeffery Goines, figlio pazzo di un famoso virologo, Cole si convince addirittura di essere pazzo lui, e che il futuro e gli scienziati siano solo un suo delirio, tanto è forte il desiderio che sia invece il mondo del 1996 ad essere reale.

Gli scienziati si congratulano con lui perché ha effettivamente compiuto la sua missione scoprendo Goines, ma Cole invece di godersi la vita da eroe in un mondo distrutto, riesce a convincerli a rimandarlo indietro ancora una volta con la scusa di raccogliere più informazioni ma con l’intento di disertare e rimanere quindi nel passato. Una scelta per così dire “antimiltoniana”

Il comportamento di Cole è molto umano…………………… Sta rinunciando a salvare il futuro per godersi il presente……….. Pensateci…..

Comunque, si scopre che in realtà Goines e l’esercito delle dodici scimmie sono solo una banda di animalisti sciroccati e il loro piano mirava in realtà a liberare gli animali dello zoo e farli girare liberi per la città. Tutto qui. Ecco spiegati i graffiti che affermavano “siamo stati noi” con il logo delle dodici scimmie.

Si scopre poi per un puro colpo di fortuna che il vero responsabile dell’apocalisse virale è un virologo pazzo estremista religioso che lavorava nel laboratorio del padre di Goines. Questo tizio riesce non si sa come a trafugare il virus letale e se ne va bello bello in aeroporto con la sua valigetta piena di fiale super sigillate e una serie di biglietti aerei che lo porteranno nelle città più popolose del mondo, inclusa Roma.

Quando questo tizio viene fermato al controllo bagagli, l’addetto alla sicurezza esamina i contenitori super sigillati a tenuta stagna che mettono anche un po’ di soggezione e cerca di aprirli. Non è una mossa molto intelligente. Poi chiede anche al tipo di aprirli e il bello è che erano trasparenti, quindi era proprio necessario?

Comunque Kathrin mette Cole sull’avviso e questi decide di tentare il tutto per tutto correndo con la pistola spianata verso il pazzo portatore del virus, ma viene ucciso prima di poter sparare dalle guardie di sicurezza. E comunque il contenitore era già stato aperto, quindi era troppo tardi.

In più Cole muore davanti a se stesso bambino, una scena che abbiamo visto sin dall’inizio del film come sogno di Cole e che chiude il ciclo in un modo triste ma bello.

c’è però anche una nota positiva nel finale. Quando il dottor Fletcher, il portatore del virus, sale sull’aereo, si siede vicino ad una donna e i due cominciano a parlare. Se fate attenzione noterete che la donna è uno degli scienziati del futuro, e dato che non sembra essere quarant’anni più giovane, appare evidente che sia stata mandata nel passato in seguito alla telefonata che Cole è riuscito a fare dall’aeroporto prima del suo assalto disperato.

Quindi, per concludere, l’Esercito delle 12 scimmie è un film singolarmente cupo e pregno di significato. Ci sono tanti tipi di pazzi diversi nella storia: c’è Goins che è effettivamente uno squilibrato, ma sostiene, e forse non a torto, che i veri pazzi sono i fautori della cultura consumista moderna. Poi ci sono i suoi seguaci, forse ancora più pazzi perché seguono un pazzo.

C’è Cole, che cerca di convincersi di essere pazzo per non dover accettare la sua triste realtà (ed anche questa è una forma di pazzia, se vogliamo)

c’è Fletcher, il pazzo per antonomasia, che vuole distruggere la razza umana in preda a deliri mistici. E infine ci sono tutti gli altri, pazzi perché si ostinano a far finta di non vedere la fine che si avvicina.

Il fatto che il virus sia stato creato dall’uomo e che sia stato un uomo a decidere di diffonderlo alleggerisce un po’ il senso di impotenza che deriva poi dall’inarrestabile epidemia annunciata.

In effetti è raro trovare storie dove il casino succede per caso. È confortante pensare che noi si sia gli unici in grado di distruggere la nostra civiltà, e se il virus nel film fosse stato naturale e la pandemia fosse stata quindi priva di senso, forse sarebbe stato troppo per lo spettatore.

Di contro il fatto che gli scienziati sovente sbaglino (sia nelle loro analisi sia nel mandare Cole in un particolare anno del passato) apre una doverosa crepa sulla certezza che chi comanda, se vuole, sia in grado di risolvere tutto. E qui si potrebbe fare un discorso lunghissimo…

Tipo, avete notato che in questo periodo sta girando una teoria complottista assurda secondo la quale la pandemia sarebbe causata dal cinque g. pare che alcuni scalmanati in inghilterra si siano messi addirittura a bruciare i tralicci in preda ad una furia frankenstainiana.

Questa è una testimonianza del fatto che la nostra mente rifiuta quello che non ha un senso all’interno del nostro piccolo mondo autoreferenziale. È più rassicurante pensare che si tratti di un complotto piuttosto che accettare che le catastrofi possono accadere anche a caso.

Poi c’è il voler ignorare a tutti i costi quello che ci risulta scomodo. Ad esempio, qualcosa che potremmo fare per limitare l’insorgenza di zoonosi (ossia le malattie che passano da animali all’uomo, come per il Covid), c’è. Si potrebbe ad esempio evitare di continuare a fare pressione sugli ecosistemi limitrofi al nostro e limitare l’azione disgregante che le nostre attività industriali hanno su di essi.

Per maggiori dettagli a riguardo, vi rimando alla letteratura scientifica sull’argomento. Ma mi raccomando, che sia scientifica! Non vi fidate di quello che dice uno a caso su youtube o su facebook o simili. Per informazioni sul coronavirus fidatevi solo di quello che trovate sul sito del ministero della salute o dell’ OMS.

Ok, io vi ho detto quello che vi divevo dire, ora lasciatemi lavorare. Vi ricordo che quando troverò il vaccino, questo sarà consegnato solo a quelli che si saranno iscritti al canale, quindi vi consiglio di attivare anche la campanella. Già che ci siete mettete anche mi piace al video!

Poi, come al solito, scrivete nei commenti quanto siete contenti di vivere in un’epoca così interessante e ditemi qual è la vostra Blueberry hill. Se volete c’è anche un formidabile gruppo facebook che vi linko in descrizione.

Il prossimo video sarà sul film Andromeda, dove un contagio di natura sconosciuta portato da un satellite militare minaccia di sfuggire al contenimento, quindi state in campana. Ciao e alla prossima!

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